Gossip pasquale


                      

Ci stiamo avvicinando anche quest’anno alla rievocazione della morte e resurrezione di Cristo questo mio lavoro però non dovrà trasmettere tristezza ma tanta curiosità poiché noi cristiani non conosciamo neanche in minima parte il vero significato di Pasqua.

Siamo convinti di sapere cosa significa Pasqua?

La parola Pasqua prende origine dai nostri fratelli ebrei, questa festa è davvero importante poiché significa la loro liberazione dall’Egitto tradotto in termini biblici l’esodo, l’Esodo uno dei libri del Pentateuco ma anche la parola è sintesi dell’intero pentateuco, infatti il pentateuco si basa interamente sull’Esodo,   gli ebrei  uscivano da 400 anni di schiavitù grazie all’intervento di Dio che per mezzo di Mosé ha guidato il suo popolo verso la terra promessa.

Gli ebrei festeggiano la Pasqua incominciando dal tramonto del giorno prima, il cosiddetto seder pasquale e mangiano erbe amare e pane azzimi, ovvero senza lievito, stando in piedi e non seduti, è un avvenimento importante non solo per la rievocazione dell’esodo ma anche perché è il momento della transumanza ovvero i greggi di pecore dalla pianura vengono portati in montagna all’inizio della primavera, infatti da Pasqua deriva anche festa  dei pastori.

Perché la Pasqua è sempre di domenica? Nelle primo secolo avanti Cristo ovvero i primi 100 anni dopo la morte di Cristo si formavano le prime comunità cristiane alcuni membri provenivano dalla cultura ebraica che poi si erano convertiti al cristianesimo ma sollevarono la questione quarto decimana ovvero sostenevano che la Pasqua dovesse essere festeggiata il 14 del mese, mentre  una parte di cristiani meno radicati alla tradizione ebraica affermavano che la Pasqua doveva essere festeggiata di  domenica, tale questione rischiò di creare separazione ma poi  alla fine sappiamo come è andata in quanto la Pasqua verrà celebrata di domenica  giorno per i cristiani  festivo.

Per la comunità di Qumran (comunità fondata da un sommo sacerdote ebreo che non poteva accettare di essere destituito come sommo sacerdote del Tempio di Gerusalemme e quindi creò nel deserto una comunità di monaci con delle regole molto ferree, i resti di questa comunità sono stati ritrovati nel 1947 in una delle grotte sono stati ritrovati i rotoli originali del profeta Isaia),  la Pasqua si festeggiava invece sempre di mercoledì giorno in cui Dio aveva creato la luminaria grande da noi chiamata sole e la luminaria piccola da noi chiamata luna.

Perché quando Gesù entrò a Gerusalemme tutti quanti lo osannavano e neanche dopo 5 giorni lo  condannano a morte? Questa è una domanda molto articolata che richiede lo studio teologico di Cristologia; gli ebrei distinguono due tipi di Messia; un Messia terreno erede di re Davide, e un Messia escatologico celeste divino quello in cui noi cristiani crediamo, la domenica delle palme quando Gesù entrò a Gerusalemme viene acclamato perché veniva reputato dal popolo ebreo come l’erede del re Davide in quanto quest’ultimo era stato capace di grandi risultati tra cui la riunificazione del regno del nord e del regno del sud per citare una di queste sue opere, Caifa giocherà proprio su questo, nel momento in cui Gesù si troverà davanti a Pilato, poiché Pilato non era a conoscenza di questa distinzione a quel tempo  dichiarare ad un prefetto romano di essere re valeva la pena di morte, ma Gesù non si riferiva al Messia inteso dagli ebrei e tanto meno da Pilato, Gesù si riferiva al Messia divino figlio di Dio.

Gesù ha mangiato l’ultima cena con i suoi discepoli di giovedì? Questo è stato un l’argomento molto discusso dai vari studiosi molti hanno affermato che l’ultima cena era di venerdì altri addirittura di lunedì.  Andando ad esaminare alcune fonti non canoniche la Pasqua era di sabato ma l’ultima cena consumata da Gesù con i suoi discepoli non poteva essere il giorno precedente la Pasqua infatti come già spiegato sopra gli ebrei festeggiano la Pasqua in una maniera molto sentita e  incomincia dal tramonto del giorno prima  mangiando erbe amare e azzimi cosa che non fa Gesù infatti come scritto nel Vangelo prese il pane, il vino e ne diede ai suoi discepoli, inoltre Gesù non mangia l’ultima cena in piedi ma seduto o meglio in posizione reclina.

Gesù è morto di venerdì o è stato  crocefisso il giorno di Pasqua? Come già ribadito per gli ebrei  Pasqua è sacro e non fanno nulla e tanto meno l’esecuzioni, come testimoniato dai Vangeli lo stesso Simone di Cirene che tornava dei campi segno di una giornata lavorativa, anche lo stesso Giuseppe di Arimatea  andò a comprare un lenzuolo per deporre il cadavere di Cristo segno che il negozio di stoffe era aperto e quindi non poteva essere il giorno pasquale; questo ci serve per capire miei cari lettori sulla passione e morte del nostro Cristo si è parlato e detto molto a volte per deviare e distruggere la nostra fede ma non si è tenuto conto di una forza nascosta di cui in molti hanno cercato di spiegare con tanti modi e con tanti termini ma senza giungere mai ad un 100% di autenticità poiché lo stesso Gesù ha detto “beati coloro che pur non avendo visto crederanno” lo studio è conoscenza e la fede in Cristo è la nostra salvezza.

Perché sotto al crocefisso viene disegnato in alcuni dipinti un cranio, lo stesso monte calvario viene chiamato il Golgota che tradotto significa teschio perché? Perché era il luogo dove avvenivano le esecuzioni? No!! ha tutt’altro significato, il teschio che viene raffigurato sotto la croce non è sinonimo di morte, è il teschio di Adamo il cui peccato originale ha segnato l’umanità, viene riportato sotto la croce perché una tradizione dice che lì sotto sia stato seppellito Adamo e per mezzo del sangue di Gesù crocefisso l’umanità rappresentata da Adamo viene redenta; in altre opere artistiche Gesù con la sua resurrezione spalanca le porte del paradiso portando con sé le anime da lui liberate dagli inferi insieme ad Adamo ed Eva.

Concludiamo queste nostre curiosità con una domanda sempre sollevata dal nostro ex sacerdote Don Cristoforo (questo è da vedersi)….. cosa “vide e credette” Giovanni che arrivò per primo al sepolcro vuoto avvisato dalle donne che erano andate per sistemare il corpo di Cristo?

Don Cristoforo scherzando diceva: se Giovanni avesse  scritto quello che ha visto, sarebbe stata un’esortazione anche per noi nel credere; eppure c’è stato un autore che ha dato un importante spiegazione a quel “vide e credette” e che a mio modo di vedere è molto reale e plausibile.  Missori ci dice che Giovanni arrivò per primo al sepolcro poiché dietro a lui c’era Pietro più anziano e quindi meno veloce nel correre, intanto Giovanni si era abbassato per vedere dentro al sepolcro poiché le porte dei sepolcri sono molto piccole, non solo per evitare lo sciacallaggio ma anche per evitare l’ingresso di animali , infatti le pietre non sono tonde come noi pensiamo ma sono grandi e quadrate; ma allora Giovanni cosa vide? C’è da parlare molto riguardo questa affermazione, infatti la tomba di Giuseppe d’Arimatea era nuova e non conteneva solo un loculo ma poteva ospitare più persone, era tradizione incominciare a riempire i loculi da destra verso sinistra, inoltre davanti al loculo c’era un ripiano dove veniva posato il cadavere per fare le relative abduzioni, Gesù per fretta non venne preparato per la tumulazione poiché si stava avvicinando il tramonto e quindi l’inizio della Pasqua e di conseguenza non venne posto nel loculo, ecco perché le donne si recheranno il giorno dopo Pasqua per ungerlo di oli profumati scoprendo però la tomba vuota, infatti le bende erano piegate sulla destra inoltre il lenzuolo che avvolgeva Gesù era sgonfio ovvero come se il corpo si fosse dematerializzato lasciando i rigonfiamenti sotto, infatti se un cadavere viene sfilato il telo viene piegato e avrebbe presentato delle pieghe, se il corpo era stato trafugato come vollero insinuare coloro che l’avevano messo a morte non avrebbero avuto il tempo di ripiegare il sudario o le bende che avvolgevano Gesù e tanto meno il lenzuolo che per noi oggi è la sacra Sindone non sarebbe stata sgonfia ma buttata o arrotolata in una maniera frettolosa.

Ci sarebbe ancora davvero tanto da spiegare, lasciando stupito il lettore poiché i segni prodigiosi di Cristo non hanno fine e hanno una consequenzialità e una veridicità unica siamo noi uomini e donne che non sappiamo riconoscere l’importanza della realtà divina che ci circonda, non sappiamo vedere o riconoscere Gesù nella nostra realtà odierna, continuiamo  imperterriti sulla nostra strada non tenendo conto della strada disegnata da Cristo, leggiamo il Vangelo come una cronaca non tenendo conto del grande significato che in esso è contenuto, il senso della nostra vita è scritto nella Bibbia e testimoniato nel Vangelo per mezzo di Gesù il Cristo logos del Dio vivente. Buona Pasqua alleluia il Signore è risorto liberandoci dalla schiavitù del peccato.

   Gubbio, 14 aprile  2019                                                                                                   

                                                                                      William Scesi

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